papier

Concerto per carta, voce e danza, Papier è uno spettacolo davvero di carta.
Il corpo danza con la carta, il poeta usa la carta forse la straccia, la sposta, la piega, la rimira. Ma la carta balla, fa rumore: si agita, se agìta.
La danza e la poesia sono legate dalla carta che, usata, srotolata, spiegazzata, a poco a poco invade la scena fino a creare un nuovo spazio.

 

poesie   RICCARDO  BELLONI, CORRADO COSTA, ALFREDO GIULIANI, NICO ORENGO, ANTONIO PORTA, MILLI GRAFFI, GIULIA NICCOLAI, FRANCO BELTRAMETTI

Concert pour papier, voix et danse. Papier est un spectacle vraiment en papier.
Le corps danse avec du papier, le poète utilise le papier, peut être il l’arrache, le déplace, le plie, le regarde. Mais le papier danse, il fait du bruit, il s’agite, il s’agite.
Danse et poésie sont liées par le papier qui, utilisé, froissée, petit a petit envahit la scène jusqu’a créer un espace nouvel.

 

poésie   RICCARDO  BELLONI, CORRADO COSTA, ALFREDO GIULIANI, NICO ORENGO, ANTONIO PORTA, MILLI GRAFFI, GIULIA NICCOLAI, FRANCO BELTRAMETTI

A concert for paper voice and dance, Papier is truly a paper show.
The body dances with paper just like the poet uses paper by tearing it, moving it around, folding it, gazing it. Nevertheless, paper dances and generated noise when moving.
Dance and poetry are linked to paper. Paper, when used, unrolled and unfolded, slowly overruns the scene to create new space.

 

poetry   RICCARDO  BELLONI, CORRADO COSTA, ALFREDO GIULIANI, NICO ORENGO, ANTONIO PORTA, MILLI GRAFFI, GIULIA NICCOLAI, FRANCO BELTRAMETTI

foto Mario Ventimiglia - 1987

STAMPA

LA “POESIA BALLERINA” DELLA FUNAMBOLA VALERIA

Valeria Magli, ovvero la “poesia ballerina” per citare il titolo di un suo fortunato spettacolo. O anche, “la musa dei poeti”, com'è spesso appellata dalla Milano intellettuale più colta e ricercata. Un'artista di difficile definizione e collocazione, un'intelligente funambola, da sempre in bilico fra il teatro e la danza. Al Teatro Petrella di Longiano stasera, con il suo ultimo spettacolo Papier, una felice combinazione di danza, recitazione e poesia com'è “tradizione” per lei.

Con molta pazienza, la capacità di spogliarsi del proprio abito fortemente intellettuale (la Magli è tutt'ora una delle performer più capaci di affascinare con la parola), facendo buon uso di una forte dose di umiltà e senza concessioni al gusto corrente.
Lo spettacolo si apre su una scena vuota che si riempie man mano di carte di ogni tipo, una scenografia “povera” ma di grande efficacia a dimostrazione che si può ancora fare un teatro d'emozioni.

Donatella Bertozzi - IL MESSAGGERO 1990

 

 

 

 

 

CHE PIACERE! LA PAROLA ESCE DALLA PAGINA E VA IN SCENA

 

Proprio in direzione innovativa, con assoluta determinazione e assiduo lavoro, si sta muovendo da qualche tempo un'attrice che può ben essere definita singolare: Valeria Magli. Valeria ha creduto davvero alla possibilità di praticare una fusione teatrale tra testo poetico e gesto, tra movimento che nasce dalle immagini, tra parole e risposte del corpo, non di un corpo “semplice”, beninteso, ma di un corpo “educato” a rispondere alle provocazioni della poesia contemporanea.

Molti, perché sono molti ormai, gli aficionados ricorderanno il bellissimo spettacolo intitolato Papier, tra foglietti che volano e scritture aeree, senza nessun tipo di blandimento verso il pubblico: chi vuole cercare di capire, entrando in sintonia, ben venga, gli altri si arrangino un po' per conto loro, e non pretendano che un'arte, qualsivoglia arte, si deformi in nome di istanze sottoculturali.

 

Antonio Porta - CORRIERE DELLA SERA 1981

SE LA PICCOLA PIERROTTINA GETTASSE LA MASCHERA…

 

Col garbo di una Pierrottina un po' stonata, Valeria Magli entra in scena recando una vecchia valigia; la apre e ne tira fuori rotoli, fogli, bigliettini di carta; carta di ogni dimensione, foggia, colore. Si aggira in mezzo al pubblico, con leggerezza ammiccante e spettrale e declama versi poetici, in un rituale giocoso di botta e risposta tra carta e voce: la carta partecipa all'azione, piegata, rimirata, stropicciata, di volta in volta stracciata o soffiata via. La carta balla, fa rumore, si agita.

 

Occasioni rapide e brillanti per il cantilenare passeggiato, esibito, danzato, saltellato dell'attrice-ballerina, unica protagonista dell'azione, in un confronto limpido e sdrammatizzato tra corpo, voce e poesia. Questo breve concerto per carta danza e voce ha il vantaggio di una declamazione naturale, non recitata, senza enfatismi né marcature: quasi soltanto una cascata liquida di suoni che sfilano in affannosa successione; un non-senso a mosaico, una sintesi ariosa.

 

Leonetta Bentivoglio - LA REPUBBLICA 1984

foto Mario Ventimiglia - 1987