le milleuna

Costruita su testo poetico di Nanni Balestrini sussurrato, parlato e gridato da Demetrio Stratos, è nata con un lavoro di stretta collaborazione dei tre artisti.
Le Milleuna è favola dell'ambiguità e della discrepanza tra voce e corpo.
Può essere mentale il corpo, può essere plastica la voce?

 

testo   NANNI BALESTRINI
voce   DEMETRIO STRATOS
danza   VALERIA MAGLI

Le Milleuna nait d’une étroite collaboration entre trois artistes. Construite a partir du texte poétique de Nanni Balestrini, chouchoutée, parlée et criée par Demetrio Stratos, dansée par Valeria Magli.
Le Milleuna est une fable sur ambiguité et dissonance entre voix et corps.
Le corps peux t’il être mental? La voix peux t’elle être plastique?

 

texte   NANNI BALESTRINI
voix   DEMETRIO STRATOS
danse   VALERIA MAGLI

Built on a poetry by Nanni Balestrini whispered, spoken and shouted by Demetrio Stratos, the piece represents a very close cooperation between the three artists.
Le Milleuna is a tale of ambiguity, a discrepancy between voice and body.
Can the body be mental, can voice be plastic?

 

text   NANNI BALESTRINI
voice   DEMETRIO STRATOS
dance   VALERIA MAGLI

foto Rina Aprile - 1981

STAMPA

“MILLEUNA”, FAVOLA DANZATA SULLA VOCE DI DEMETRIO STRATOS

 

Milleuna piacevole, raffinata e spregiudicata azione in danza di Valeria Magli, costruita su testo poetico di Nanni Balestrini recitato, sussurrato, parlato e gridato da Demetrio Stratos.

 

Milleuna è favola dell'ambiguità e della discrepanza tra voce e corpo.
Può essere mentale il corpo? Può essere plastica la voce?

 

Ci voleva la bravura di Stratos per dare corpo a quelle 100 parole più una (la parola iniziale) ripetute 10 volte in ordine prima crescente poi decrescente.

 

E occorreva quel movimento rigido controllato e assente della Magli per dimostrare che il corpo può essere anche un'idea.
La sua è una danza quasi ferma, sospesa nei rapidi colpi di luce, ma continua e improvvisata anche nel buio. Non ci sono riferimenti evidenti. La sequenza dei movimenti intende contraddire la materialità della voce. Il meccanismo risulta assai divertente soprattutto per chi ama le formule chimiche, le combinazioni, gli schemi.

 

Ma c'è anche da indagare nella memoria individuale e nelle immaginazioni.

 

Marinella Guatterini - L’UNITA’ 1980

DANZANDO DENTRO IL BEAUBOURG

 

Per la prima volta una danzatrice italiana è stata invitata al Centro Pompidou di Parigi. In questo famoso istituto culturale, francese per collocazione, ma internazionale per fama e prestigio, Valeria Magli presenta lo spettacolo Le milleuna su testo poetico di Nanni Balestrini recitato su nastro dalla voce di Demetrio Stratos.

 

La Magli è una danzatrice non tradizionale che studia e ricerca il rapporto tra la danza e la poesia contemporanea.
I suoi progetti sono rigorosamente interdisciplinari nel senso che danza, musica, poesia e persino effetti visivi corrono su binari autonomi; quanto li unisce è un'idea, quasi una tesi, che sottostà alle diverse messe in scena. In Le milleuna il corpo della Magli vuole trasformarsi in entità astratta, mentale, attraverso una serie di posizioni e pose statiche, mentre la voce di Demetrio Stratos che ripete dieci volte più una le cento parole del testo, vuole presentarsi come concreta. Ecco allora che la ricerca della Magli si colloca in questo difficile punto di rottura, al crocevia di questa specie di scambio di prospettive culturali.

 

Al Centro Pompidou la sua gestualità antispettacolare che rifiuta le regole della coreografia e la poesia super-spettacolare di Nanni Balestrini saranno oggetto di studio in una tavola rotonda presieduta da Paul Virilio e da Jean-Jacques Lebel.

 

Marinella Guatterini - L'UNITA' 1981