Le ballate della signorina Richmond

performance di Valeria Magli su testi di Nanni Balestrini

 

QUATTRO PASSI PER VALERIA

Dove va la signorina Richmond? Un arcimbolesco assemblaggio di parole che rotola giù da scalinate di pagine bianche, neri segni seminati dilatati invadono anche l'aria che respiri finchè

Valeria che risale da giù sale su e sempre più su Valeria sale tutti i gradini delle parole seminati danzanti sotto i piedi danzanti che Valeria proietta sempre più su fino in alto dove si vede si sente si scopre tutto quello che c'è e anche quello

Quelle parole diventate movimento diventate Valeria che va dove nessuno c'era prima finché Valeria ballerina non c'è più c'è adesso quella danza di parole della mano del ginocchio della guancia del piede della spalla e su fino al collo giù fino all'alluce e che fanno il movimento disfano delle parole che ballano ruotano tutte mentre

Tutto quello che era detto scritto segnato che è diventato suono danzato colorato respirato nella scala dei suoni colorati delle mani dei piedi veloci che inseguiamo per vedere sapere dove dove va la signorina R

Nanni Balestrini

foto Carla Cerati - 1982

LA DONNA E’ IMMOBILE TRA OGGETTI E LUCE

Valeria Magli prende i lavori di Nanni Balestrini e li trasferisce sulla scena con adeguato rigore, non cercando impersonificazioni e verosomiglianze, ma rispettando il gusto del collage, la musicalità bizzosa, l’ironia di fondo con cui lavora Balestrini. E questo vuol dire accettare anche il gusto della ripetizione, della monotonia variata, con effetti di accumulo e di sarcasmo che ne sortiscono.
Di suo Valeria Magli aggiunge una tecnica del corpo di grande precisione, che forse non si stacca completamente dall’estetica della grazia e dell’equilibrio che definisce il balletto accademico, ma la violenza in improvvise immobilità, tensioni atleticamente sopportate, giochi di luce e di buio, intrusioni di oggetti scenici incongrui e surreali. Certamente non manca l’intento satirico, lo spirito mordace, ma altrettanto certamente l’intento non è quello di divertire, di intrattenere gente libera di interloquire, magari di bere birra e fumare sigari come prescrive Brecht per il teatro epico, ispirandosi al cabaret.
Il lavoro della Magli va visto con altro spirito: piuttosto con pazienza un po’ ipnotica con cui ci si avvicina al teatro visivo e alla danza postmoderna.

Ugo Volli - LA REPUBBLICA 1981